INCIPIT

Maelström

Mi chiamo Mysinger e sono un signore del mare. Da ragazzo mi hanno addestrato a padroneggiare l’acciaio, a uccidere e a compiere assalti, così da allora non ho più smesso. Birra, donne, una spada e un buon nome, null’altro importa. È nella natura degli uomini, dopotutto. Solo così Odino si accorgerà di noi e giudicherà chi accogliere nel Valhalla, la sala dei morti in battaglia.

Un cuore per abisso

“Ah, donne!” sospirò Dumnhall beato, lasciando cadere le parole come quando ci si libera di una pisciata. “Se c’è una cosa che mi manca di Visegrad, mio caro Brogan, sono proprio le donne.”
Brogan si lasciò sfuggire un sorriso beffardo. “Siamo venuti in città per acquisti, lo sai. Concentriamoci sulla sola cosa che conta…”
Le due voci si sovrapposero.
“Le donne!”
“Le armi!”
Si fissarono per un istante: Dumnhall, il mercenario esperto a capo dei migliori guerrieri della tundra, e Brogan, capace di forgiare una spada seconda per durezza solo alla sua testardaggine.
Il fabbro scosse il capo. “Dimentichi perché siamo venuti.” Spalancò le braccia verso ciò che il panorama aveva da offrire, e un Dumnhall molto meno eccitato vide le bancarelle che avrebbero sostituito le risatine delle sue donne con il tintinnio del metallo appena forgiato e lo sfrigolio di quello ancora incandescente.

Anushiravan

“Fate passare il Console!”
Furono in molti a riscuotersi sotto il sole al grido di quelle parole. Quando il muro di scudi formato dai predoni a guardia del tempio si aprì, i soldati della Repubblica si misero in riga. Centinaia di calighe chiodate picchiarono all’unisono sul lastrico cosparso di sabbia per accogliere il ritorno del Console.
Attorniato dai milites più fedeli, Furius non li degnò di uno sguardo. Neppure tanta efficienza avrebbe potuto frenare la rabbia per l’affronto subito. Lo si percepiva dai denti serrati e da quella barba di troppo cresciuta per essersi trascurato. Il guerriero esperto che tante volte aveva risolto i problemi con l’impetuosa danza della spada si ritrovava a fronteggiare un’arte molto più velenosa e affilata: quella della politica, un duello mentale di intrighi e di ombre che non era sicuro di vincere.

La Via dell’Acciaio

Aradras era solo, attorniato da un’atmosfera greve che nemmeno il bagliore delle fiaccole riusciva a infrangere. Una fuga precipitosa lo aveva condotto nella biblioteca di Nisroc, dove ogni ombra si protendeva verso di lui come un rostro di tenebra. Il vento penetrava dalle finestre sottili che davano sul cortile d’ingresso della fortezza e, simile a un’orda di spettri, sibilava in una notte che, senza luna, si amalgamava con le tonalità della fortezza di pietra.

Il volere di Dio, la mano del Diavolo

Spagna, anno Domini 778
Le orde pagane dilagano nell’entroterra. Il culto del profeta Maometto impone loro di espandere il volere di Allah, ma le frontiere tra musulmani e cristiani continuano a grondare sangue. Il Corano, la Bibbia. Non fa alcuna differenza: l’unico sentiero della fede è e resterà per sempre quello della spada.
Così il regno dei franchi scende in guerra.

La verità brucia

Alexander Creed avanzava come un’ombra sfuggente sullo sfondo della notte parmense. Il lento scorrere del torrente Parma era l’unico suono a conciliare i suoi passi, spezzandone la monotonia del ritmo. L’uomo sollevò lo sguardo: dall’altra parte della strada il Palazzo della Pilotta era un mosaico di luci in netto contrasto con il cielo scevro di stelle. Era il dieci di ottobre e l’edera sulla facciata dell’edificio si era tinta di rosso. Chi si fermava a osservarla alla luce del sole restava ammaliato dalla sua bellezza, ma di notte la prospettiva cambiava: quelle tonalità, così incontrastate e intense, suscitavano in molti un senso di grottesca inquietudine, e lo stesso giudicò Alexander accennando un sorriso.
Il Palazzo della Pilotta era una maschera di sangue sul volto della città.

Il destino del lupo

La neve è la maschera con cui l’inverno tenta di seppellire gli orrori attorno a noi. Quando ricopre il campo di battaglia, sfiora crani e spade spezzate fingendo di estinguerne per sempre il ricordo. Ma la verità è che, sotto l’ingenuo candore, nulla potrà mai essere cancellato.

Il teschio del demone

Vortighern osservò la violenza con cui le lame di luce sventravano l’oscurità della notte. Ne trasse sollievo. A lungo, in quello scenario barbarico e inesplorato, le tenebre avevano rifiutato di dissiparsi.

Dalla parte della vendetta

Angeli. Custodi celesti, seguaci lucenti, icone della perfezione divina e dello smisurato perdono.
Menzogne.
Custodi celesti?
Trattengono a stento l’ira fino al Giudizio finale.
Seguaci lucenti?
Solo finché il sangue non imbratterà le corazze.
Perfezione divina? Perdono?
Illusioni. Sono soldati che falciano teste, spaccano crani, inchiodano e bruciano i vivi come qualsiasi assassino della peggior specie.
Questa è la verità.
Tenebre. Nient’altro che tenebre per il Peccatore.

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